Buone feste!

Eh sì, ci siamo quasi… quasi natale! E anche all’OtaOta si festeggia!

Venite a conoscere le nostre ceste natalizie. Potete personalizzarle come volete!

 

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POLPETTE DI LENTICCHIE ALLA CURCUMA IN CROSTA DI SESAMO

Ammettetelo, in questi ultimi giorni di pioggia ininterrotta, avete a malapena messo il naso fuori di casa. Avete passato le ore ad uccidervi di serie e pizza a domicilio.

Ma noi vi capiamo. Anche per noi è difficile resistere al canto ammaliatore del divano (e signori è scomodo), mollemente adagiate in quell’angolo che si forma tra il suo schienale e l’anta del frigo (il tutto altamente ergonomico e, indi, salutare), passando le ore guardando Homeland e mangiando, mangiando e guardando Homeland. Fino a che arriva la tragedia, e il cibo finisce.

E allora stoicamente ci alziamo, ci stappiamo una bottiglia di ottimo vino per farci coraggio (grazie, meraviglioso Chardonnay Vallarom per averci dato la forza), e ci mettiamo a cucinare.

Perché alla fine a noi piace moltissimo cucinare. Un po’meno quando lo stiamo facendo da due ore e ci accorgiamo di essere solo a metà della ricetta e già a metà della bottiglia (io non ci credo che voi le leggiate interamente prima di cominciare) ma a quel punto.

Ed è così che, questo “fine settimana” (il nostro) ci siamo imbarcate in una cena composta daIMG-20170510-WA0000[1]

  • antipasto di asparagi grigliati con salsa yogurt aromatizzata al limone
  • polpette di lenticchie alla curcuma in crosta di sesamo
  • caponata siciliana come contorno
  • mousse di cioccolato con fragole fresche

Baboooom.

Che avevamo detto “stasera ceniamo presto”, e per fortuna perché abbiamo cominciato a cucinare alle 18:30 e si è mangiato alle 21:30, ma santocielo ne è valsa la pena.

Che sempre sia lodata la pizza a domicilio ma, per quella sera che vi sentite intraprendenti:

POLPETTE DI LENTICCHIE ALLA CURCUMA IN CROSTA DI SESAMO

Ingredienti per 15 polpette ca.

250gr lenticchie cotte

50gr fiocchi d’avena

1 spicchio d’aglio

1 cipolla piccola

1 cucchiaino di capperi

1 cucchiaio di olive nere (denocciolate)

Olio di semi (qb, più o meno ¼ di bicchiere)

1 cucchiaio di curcuma 

Mettete nel frullatore: lenticchie, fiocchi d’avena, aglio (dopo aver eliminato l’animella), cipolla, capperi, olive, olio di semi e curcuma, e frullate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Formatene delle polpettine con le mani e passatele nei semi di sesamo.
Adagiatele su di una teglia ricoperta di carta forno e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per una 20ina di minuti.
Pronte!

SEGRETO
Nel pomeriggio avevo bollito dei broccoli. Per cuocere le lenticchie ho usato la loro acqua di cottura, cosicché si sono arricchite di sapore.

TIP
Per noi questa è una ricettina fantastica perché, di solito, abbiamo tutti gli ingredienti necessari già in casa. Se vi dovessero mancare i semi di sesamo, quelli li trovate in OtaOta.

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Le mattine con il peloso

Le mattine con il peloso, che meraviglia.

La gioia, la gioia di svegliarsi con qualcuno che ti guarda con amore.
La gioia di svegliarsi con qualcuno che ha voglia di passare del tempo con te.

Quasi.

Perchè lui ti sveglia alle 6 dopo che per l’ultima passeggiata siete partiti alle 23, e ti sveglia passandoti sulla faccia i baffetti salivosi con quell’alito che sa vagamente (molto) di animale morto.
E la sua idea di “passare del tempo con te” è che tu hai dormito direttamente in tuta perchè, nei 5 secondi che ti servono per svegliarti, lui si è già infilato la pettorina, ha preso le chiavi e si è già fatto metà pianerottolo, che tu sei lenta. E via a farsi una corsetta di un’ora e mezza, che lui ha dormito ed è pieno di energie.

Ah, pura gioia.

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E allora, siccome la prima ora e mezza delle nostre giornate non può assolutamente essere affrontata senza forme di cibo, ecco la soluzione ultima, da infilare direttamente nella tuta con la quale dormirete e farete jogging la mattina: la barretta energetica (e stavolta sì, gioia).

E però, non sia mai che sia una qualsivoglia, infima e infida barretta. La vogliamo biologica, piena di superfood e, possibilemente, con tutti gli elementi lavorati a crudo, perchè se me li cuoci e mi uccidi tutto, allora neanche il superfood ce la fa più e addio botta de vita.

A questo punti vi propongo due opzioni. La prima è di farvi queste barrtte galattiche. Qui trovate la ricetta originale, che io ho riadattato per mancanza di alcuni ingredienti. Io vi scrivo direttamente la mia, poi fate vobis.

18318316_10155149485698592_1889266676_o.jpg150 g / 1 cup di semi di zucca e girasole
5 tbsp di cocco essiccato e grattugiato

4 tbsp semi di chia 
3 tbsp cacao amaro in polvere
50 g / 1/2 cup di fiocchi d’avena (instant)
2 pizzichi di sale
4 tbsp burro di cocco
1 banana
5 tbsp tahini 

Aggiungete i semi, il cocco, i semi di chia, il cacao, fiocchi d’avena e sale in un blender e utilizzate l’opzione “pulse” fino ad ottenere un composto bricioloso. Mettete il composto in una ciotola capiente e mettete invece nel blender il burro di cocco, la banana e tahini. Mixate il tutto alla massima velocità fino ad ottenere un impasto liscio e appiccicoso. Aiutandovi con una spatola unite l’impasto agli elementi secchi di prima e impastate con le mani fino a che tutto si sarà amalgamato bene.

Stendete della carta forno in una teglia e versateci sopra il composto. Schiacchiatelo con il palmo della mano fino a renderlo uniforme e alto circa 2/3cm. Lasciate riposare in freezer per almeno 30 rpima di tagliarlo in pratiche barrette.

Chiuse in un contenitore ermetico possono tranquillamente essere conservate per alcuni mesi.

Queste sono buonissime e anche abbastanza veloci da fare.
E tuttavia, siccome la vita è imprevedibile, un paio di queste a casa ce le abbiamo sempre.

E che la g

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Guida all’ Happy Cleaning in 3 semplici mosse

Su le mani chi è supercarico per le pulizie di primavera!!!
Nessuno? Siete seri?

A noi quest’anno sono toccate pulizie intensissime: è arrivato un nuovo peloso in casa nostra (<3) e, giuro, “Baby proofing” la vostra casa è nulla, comparato ad un “Turbo proofing”. (Comunque, potete seguire I DIARI DI TURBO sulla mia pagina FaceBook.)

Come spesso accade, noi non avevamo mai (MAI) tempo per delle pulizie come si deve, fino a che non abbiamo dovuto, e il tempo lo si è trovato. E, sempre come spesso accade, alla fine ci siamo divertite, ci siamo liberate di un sacco di roba inutile che aveva okkupato ogni angolo, e adesso guardiamo con un sorriso compiaciuto facendoci un autopatpat una casa più vuota, più ordinata e più pulita. (N.d.A.: Questo è un gioioso ricordo di PRIMA che arrivasse il peloso).

Ma, il punto fondamentale è che un po’di pulizie e sano decluttering vanno fatti perchè dopo vi sentirete persone nuove (ggiuro) e, comunque, se non credete nel “libera la tua casa per liberare la tua mente”, per lo meno sarete più pulti. (Sempre che non vogliate prendere un peloso. Perchè in quel caso sarete forever sporchi).

Ora, adesso che siamo d’accordo sull’inevitabilità delle pulizie, almeno che ci si diverta.
Guida all’ Happy Cleaning in 3 semplici mosse:

1– Farlo insieme. Va da sè che, se Man cleaningnon abitate da sol*, fare le pulizie insieme è sempre un winner. A parte che si finisce prima, ricorderete un sacco di aneddoti carini su oggetti orribili. Fun time.
Ma se siete da sol*, la mia soluzione è un buon podcast. Io ho recentemente scoperto The Lively Show di Jess Lively dopo essere uscita dal tunnel (solo perchè ho finito gli episodi) di Magic Lessons, di Liz Gilbert.
Roba che potreste continuare a pulire per 5 ore finendo a spolverare i soprammobili del vicino.

2 – E’ anche vero che un podcast richiede concentrazione e attenzione. Se non ve la sentite, allora la risposta è una buona playlist. Noi viaggiamo sempre sull’ispirazione del momento, ma un po’di buona trash dance dagli anni 90 è sempre il nostro porto sicuro.

3– In ultimo, se è vero che bisogna sempre darsi una ricompensa per un compito ben eseguito, è anche vero che ci vuole un po’di incoraggiamento.
Regalatevi un buon bicchiere di vino, una birra, o un cocktail da sorseggiare mentre riordinate. E alla fine, che l’euforia che sentite sia dovuta alla gioia del pulito o all’alcool, poco importa. L’euforia è euforia.

Cleaning and drinking

OtaOta’s BookClub

Primo incontro – domenica 23 settembre ore 17

Che cos’è, innanzitutto, un Book Club? Come funziona? E’qualcosa che potrebbe piacerti?

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Cominceremo proprio rispondendo a queste domande il primo incontro di domenica 23!

Riassumendo, un Book Club é un gruppo di lettori che si incontrano per discutere di libri. Con un tè o una buona birra in mano, ci scambieremo impressioni come si può fare solo con chi sta leggendo lo stesso libro nello stesso momento.

Nel primo incontro risponderemo a tutte le domande, ti spiegheremo come funziona e ti presenteremo il calendario dei primi sei libri.

Se sei curios*, ti aspettiamo domenica!

 

 

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OtaOta Yoga

slow vinyasa (1)18 SETTEMBRE 2018  ore 21-22:30

Otaota Yoga – Slow Vinyasa

Il Vinyasa è uno stile di Yoga dinamico in cui ogni posizione è collegata all’altra, un flusso armonico di movimenti regolato dal ritmo del nostro respiro.
In questa lezione andremo a lavorare sui fianchi, lasciando che il nostro corpo riscopra la naturalità dei suoi movimenti.
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Attenzione!

I posti disponibili sono 6, ti prego di confermarmi la tua presenza via messaggio.

via –> https://www.facebook.com/silviarondelliyoga/

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La lezione sarà ad offerta libera.

Peak pose wheel

Le “Peak Poses” sono letteralmente le “posizioni apice”, ossia quelle posizioni più complesse che richiedono la preparazione di molte zone del corpo prima di essere praticate.
Proprio come Urdhva Dhanurasana, meglio conosciuta come “il ponte”, la posizione apice di questa serata.
Questa sarà una lezione tecnica, in cui lavoreremo per attivare spalle, zona addominale, colonna e gambe, perchè vadano a lavorare in sinergia verso la nostra Peak Pose.
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I posti disponibili sono 6, ti prego di confermarmi la tua presenza via messaggio una settimana prima.
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La lezione sarà ad offerta libera.

twist

 

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Pomodoro mon amour

Eh no, non è ancora tempo di pomodori freschi (che trovarli si trovano, ma che sappiano poi anche di pomodoro, quella è un’altra storia).
E tuttavia questa settimana noi abbiamo voluto dedicarla al pomodoro perchè, se non c’è fresco, c’è qualcuno che l’estate scorsa, in un tripudio di pomodori sugosi e sbrodolosi, ha deciso di metterne via, belli inscatolati e sottovuoto, per il momento in cui non se ne sarebbe più potuto fare a meno.

E questa settimana, godendo di questi giorni in cui inizia a venire caldo, ma se tira un po’d’arietta una bella zuppa ci sta ancora, vi proponiamo una bella zuppa di pomodoro e fagioli cannellini, che con un po’di pane tostato proprio non ci vuole nient’altro (un bel bicchiere di vino rosso, và) e, come cocktail della settimana (occhiolino al brunch) via di Bloody Mary.

Perchè ci piace il pomodoro (al di là del fatto che è belissimo):17351324_10154989473023592_1486714591_n

  • grazie alla vitamina A rigenera le cellule
  • i semi sono ricoperti di una mucillagine che lubrifica le pareti intestinali, facilitando l’eliminazione delle scorie
  • stessa funzione purificante svolge la buccia, ricca di cellulosa
  • per gli uomini: consumando più di dieci pomodori la settimana si riduce il rischio di cancro alla prostata di almeno il 18%

Ecco. E via di Bloody Mary senza sensi di colpa. Solo attenti a non farvi andare il sedano in un occhio.

Quello che (forse) ancora non sai sulle pere

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Con questo inauguriamo la settimana della pera!

Ci saranno pere ovunque: nella torta, nel dolce al cucchiaio e nello smoothie. Se sei un/’ amante del genere, sarà pear paradise.
Se invece non lo sei non disperare, abbiamo un sacco di altre cosine che potrai sentire. Ma prima voglio stilarti un -quasi- infinito elenco di proprietà e -quasi-miracoli ad opera pera che potrebbero farti cambiare idea.

Innanzitutto, le pere fanno in modo che la pelle appaia più sana e luminosa. Le fibre che contiene fanno in modo che i livelli di zuccheri rimangano bilanciati perchè troppi zuccheri, infatti, danneggiano il collagene, fondamentale per una pelle sana.
Contengono poi moltissimi minerali fra cui il potassio (ottimo contro i crampi muscolari), fosforo (che fa bene alla memoria) calcio e magnesio, oltre ad essere ricchissima (sorpresa) di vitaminaC.
Per finire, è un frutto depurativo e drenante.
Ricettina: fate sobbollire 50gr di pere in 1L d’acqua per un’ora, e otterrete una bibita drenante e superdiuretica! (che vuol dire superdepurativa).

Ammettilo, già le ami un po’di più.

OtaOta reads – L’amica geniale, E. Ferrante

Uno dei nostri propositi per questo nuovo anno era leggere di più, e partire siam partite bene.

Il libro che ho scelto per gennaio è stato uno della trilogia di Elena Ferrante: Storia del nuovo cognome. Quando lessi il primo, ad agosto,  era stata una conquista: avevo sopportato mesi di attesa, e guardavo con ghigno malefico e senso di trionfo tutte le povere persone che l’avevano prenotato dopo di me.
Ho aspettato e aspettato, fino a che il mio momento è finalmente arrivato, e non c’è davvero esempio migliore che renda l’idea di “breve ma intenso”: nonostante le giornate fossero cariche di eventi, con una lista di cose da fare che non finiva mai, ci sono state tre languide serate in cui, brezza sul balcone e calice di vino bianco alla mano, sono scivolata lieve sulle parole di questo libro, dall’inizio alla fine.

E comunque volevo parlare del secondo.
Ma era tutto importante perchè, mentre per il primo ho dovuto aspettare, e sperare, e correre prima che qualcun altro staccasse il cartellino che diceva “prenotato”, il secondo me lo sono ritrovata davanti per caso, appoggiato pigro su di uno scaffale. Ed è stato subito luccichìo neglio occhi.16735570_10154897292208592_1968243712_o
L’ho portato a casa e ci siamo amati, proprio come ci eravamo amati con il primo: intensamente e rapidamente.

La sua scrittura ha questo effetto su di me: c’è il personaggio con cui non puoi f
are a meno di identificarti, ci sono le situazioni che sembra proprio la tua adolescenza, perchè certe cose sono state le stesse per tutti, e ci sono quei momenti che ti viene la pelle d’oca, e quella sensazione nella pancia come quando vai in altalena e ti giri a guardare indietro.

Adesso aspetto il terzo.

 

 

 

10×10 winter challange – Conclusioni

Sfida finita!
Ce l’abbiamo fatta: abbiamo affrontato 10 giorni con soli 10 capi d’abbigliamento. Non abbiamo documentato ogni giornata, ma nell’ombra abbiamo continuato a mescolare capi improbabili (e a ringraziare perchè d’inverno non si suda.)

E quindi questo è il momento delle conclusioni: questa sfida ci ha insegnato qualcosa?

Silvia ha imparato che:
1- “Che il mio maglione bianco, che non avevo mai abbinato ai pantaloni blu, ci stava bene. E che il mio abito nero, che non avevo mai portato  sopra i jeans, non ci stava bene. (E che era meglio continuare a non farlo).” 16443074_10154857979673592_1135354691_o
(Obiettivo creatività)
2- “Che il nero non sta bene su tutto. Meglio il grigio.”
(Obiettivo scoperta del tuo vero io)
3- “Che la prossima vacanza senza valigia ci saranno zero momenti di panico: less is davvero more.”
(Obettivo sopravvivenza con un bagaglio a mano)

Naomi ha imparato che:
1- “Che il mio guardaroba invernale è composto solo da camicie e pullover”
(Obiettivo consapevolezza)
2- “Non c’è niente che non stia bene con un paio di jeans”
(Obiettivo scoprire i pezzi essenziali)
3- “Le scarpe possono fare tutta la differenza”
(Obiettivo scoprire i pezzi essenziali)

Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo fissate: abbiamo confermato che bastano pochissimi capi, se li si sa reinventare ogni giorno. (E che al mattino ci si mette anche molto meno tempo a scegliere come vestirsi, guadagnando dai 10 ai 14 fondamentali minuti di sonno). Less is really more.

E voi? Avete provato?