[English version below]

L’ OtaOta è un café/bar/pub/enoteca/centro culturale.

Sulla definizione ci stiamo ancora lavorando ma, quello che invece è stato chiaro dall’inizio – e che ha reso il  trovare una definizione così difficile- è che alcune cose non potevano assolutamente mancare.

Innanzitutto il vino, perché l’idea di assaggiarlo per lavoro ci piaceva proprio. Però lo vogliamo biologico, nel rispetto di ogni persona e dell’ambiente, e del territorio, per scoprire le meraviglie che l’Emilia-Romagna e l’Italia tutta hanno da offrire. È per questo che scegliamo i vini italiani, così tanti, così buoni e così diversi.

Naomi poi ha voluto metterci del suo, e ha scritto una lista di due pagine, solo per le birre –belghe come lei- di cui proprio non si poteva fare a meno. (E d’altronde, come contraddire qualcuno che ha iniziato a bere la birra prima d’iniziare a bere il caffè?) Poi però abbiamo sentito le artigianali italiane, e abbiamo dovuto prendere anche quelle.

Non poteva mancare un divano, perché volevamo un posto dove chiunque entrasse potesse sedersi e  mettersi a leggere un libro. E che alzando gli occhi per sorseggiare il suo caffè pensasse: “qui si sta proprio bene.”

Non poteva mancare la colazione, semplicemente perché è il nostro momento preferito. E perché abbiamo una passione per le tazzine.

Non potevano mancare gli eventi culturali perché ci piace la fotografia, ci piace la musica, ci piacciono i libri, e volevamo esserne sempre circondate.

E poi le piante, perché ci piace essere circondate anche di quelle.

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The OtaOta is a café/bar/pub/winery/cultural center.

We’re still working on a fitting definition but, what was very clear from the beginning – and that is what makes finding a good definition so hard- is that certain things really couldn’t be missing.

First of all the wine, because the idea that tasting it was part of the job was very appealing. But we want it organic, respectful of people and of the environment, and of our territory, to discover the treasures that Emilia-Romagna and the whole of Italy have to offer. That’s why we choose Italian wines, so many, so good and so different.

Then Naomi wanted to add her “little something”, so she wrote a two pages list only of the beers –Belgian, as she is- we really couldn’t do without. (And how can you argue with someone that started drinking beer before starting to drink coffee?) But then we tasted Italian craft beers, and we had to take those as well.

There had to be a sofa, because we want people to be able to sit and comfortably read a book. And raising their eyes to sip their coffee we want them to think  “Here it’s just so cozy”.

There had to be breakfast, simply because it’s our favorite moment of the day. And because we have a thing for cups.

There had to be cultural events because we like photography, we like music, we like books, and we wanted to be surrounded by all of it.

And there had to be plants, because we like to be surrounded by those too.

 

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